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Tromba d'aria a San Martino Spino: la situazione

Sono proseguite per tutta la notte le operazioni di soccorso alla popolazione e di messa in sicurezza degli edifici di San Martino Spino, dopo la tromba d'aria che ha colpito la frazione di Mirandola, nel pomeriggio del 3 maggio scorso tra le 17,30 e le 18.
13 persone, che hanno avuto l’abitazione danneggiata, sono state collocate per la notte in altre sistemazioni dal Comune, 12 in albergo e una presso una struttura protetta, mentre altre famiglie sono state ospitate da parenti e amici. Fortunatamente non ci sono stati feriti gravi. Per molte ore il centro di circa 1.055 abitanti è rimasto senza luce. Vigili del Fuoco, squadre del Comune di Mirandola, di Aimag, e di ditte private hanno lavorato senza sosta per coprire i tetti di case e aziende scoperchiate, in vista anche delle piogge previste nelle prossime ore e per rimuovere le macerie. Sul posto sono intervenuti anche Protezione civile, 40 volontari della Croce Verde di Pavullo e della Croce Blu di Mirandola, suddivisi in 3 equipaggi in ambulanza e 10 squadre di logisti in supporto alla cittadinanza (taglio di alberi, pulizia dei cortili) e che hanno assistito la popolazione per tutta la notte. Pronta la risposta dei volontari della pubblica assistenza di Mirandola che in meno di trenta minuti hanno allestito un Posto Medico Avanzato pronto per ogni emergenza di tipo sanitario. Ai soccorritori giunti sul posto si è presentato una scenario “da guerra”. «Ci sono circa 60 case scoperchiate – spiega il Sindaco di Mirandola Maino Benatti che ha trascorso la notte a San Martino Spino – ma ci sono danni anche all’area sportiva e a quella artigianale. Da domani penseremo alla ricostruzione. Ieri sera è arrivato il Presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani che è rimasto qui fino alle 2,30 e che mi ha assicurato cha da lunedì si metteranno subito al lavoro per farci arrivare i finanziamenti per questa ennesima sciagura che ha colpito il nostro territorio. Una stima esatta dei danni al momento non è possibile ma ammontano di certo a diversi milioni di euro». Sono stati spazzati via dalla furia della tromba d’aria anche i 14 container che si trovavano nella zona del centro sportivo in via Zanzur e che avrebbero dovuto essere adibiti a uffici comunali e sedi delle locali associazioni, donati al Comune di Mirandola in seguito al sisma del 2012. Testimoni oculari li avrebbero visti “volteggiare” sollevati a circa venti metri da terra, prima di essere sospinti lontano. Danneggiato gravemente anche il tetto dell’edificio che ospita la scuola elementare e media della frazione, che aveva resistito al sisma. La recinzione della scuola, come quella del campo sportivo, è stata divelta e trascinata a diverse centinaia di metri. Particolarmente colpite via Zanzur e via Valli dove numerose abitazioni hanno subito danni anche alle recinzioni. «Alberi e macerie sono stati scaraventati ad oltre un chilometro e mezzo di distanza – racconta la geometra Paola Gavioli, responsabile del Servizio Manutenzione del Comune di Mirandola – una cosa impressionante».
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